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AUMENTO TASSE COMUNALI SI, AUMENTO TASSE COMUNALI NO

AUMENTO TASSE COMUNALI SI, AUMENTO TASSE COMUNALI NO

Quando si è poco chiari nei confronti dei provvedimenti sulla tassazione comunale (soprattutto su un argomento così sensibile e così difficile da comprendere nelle sue sfaccettature), due sono le ipotesi: o si è poco preparati o si usa l’argomento per mera propaganda politica da campagna elettorale. Ma possono convivere ed essere vere entrambe le ipotesi.

Stiamo leggendo varie interpretazioni circa l’addizionale IRPEF e l’IMU appena approvate dalla maggioranza dei consiglieri comunali (noi no) nella seduta di Consiglio Comunale di sabato scorso.

Riteniamo utile alla cittadinanza dare un contributo per dipanare un po’ la matassa.

L’imposta addizionale IRPEF è tornata, dopo un emendamento proposto dal consigliere Pompili, agli stessi livelli della tassazione del 2019. L’emendamento è stato votato da 10 consiglieri su 17. La Città al Governo ha espresso voto contrario. Senza l’emendamento la proposta di delibera dell’amministrazione non avrebbe contenuto l’esenzione della tassa per i possessori di redditi inferiori ai 5000 euro (come invece era previsto in passato e fino al 2019). Ma cosa significa in pratica avere reinserito tale fascia di esenzione? Il vantaggio di tale provvedimento a quali fasce di popolazione è in realtà diretto?

Come ha spiegato ai consiglieri comunali nel corso della seduta di Consiglio Comunale l’Assessora al bilancio Caricasulo, in realtà il vantaggio di tale emendamento, in presenza di redditi inferiori alla soglia dei 5000 euro, non è diretto né agli anziani, né ai lavoratori dipendenti, e nemmeno ai lavoratori autonomi. L’unica categoria di contribuenti che ne trae vantaggio è quella i cui redditi derivano esclusivamente dal possesso di fabbricati. È una scelta politica della maggioranza che ha approvato l’emendamento, aggiungiamo una scelta legittima aldilà di quanto possa essere condivisibile. L’importante è non ammantarla di buonismo, non far intendere ai cittadini di voler proteggere le fasce più deboli, perché di fatto non giova ai cittadini con redditi bassi già protetti da leggi fiscali nazionali.

Può sembrare noioso specificare, ma per comprendere è necessario entrare nelle dinamiche dei conteggi dell’imposta.

I redditi sono assoggettati all’addizionale IRPEF solo quando lo sono ai fini dell’l’IRPEF nazionale. Bene, lo Stato riconosce già delle soglie di non tassabilità. Per agli anziani un’esenzione fino a 8.125 euro (non interessati pertanto dalla soglia dei 5000, vantaggio non pervenuto), per i lavoratori dipendenti un’esenzione fino a 8000 euro (vantaggio non pervenuto), per i lavoratori autonomi un’esenzione fino a 4.800 (vantaggio esiziale meno di 2 euro annui di risparmio sull’imposta) e per i redditi derivanti solo da fabbricati un’esenzione fino a 500 euro (qui un vantaggio c’è).

Come mai allora l’approvazione dell’emendamento ha ridotto le entrate previste per il 2020 per il comune di Grottaferrata di ben 280.000? Dipende dal fatto che l’esenzione riguarda i primi 5000 euro del reddito di ognuno di noi, qualunque sia il totale ed anche in presenza di livelli reddituali molto elevati. Si parla di un importo medio a contribuente di 21 euro annui, come ha spiegato l’assessora Caricasulo, che a nostro avviso potevano essere facilmente sostenuti da tutti i grottaferratesi che non hanno risentito economicamente delle conseguenze della pandemia, e che avrebbero invece fatto comodo all’amministrazione per sostenere tutti coloro che ne hanno subito gli effetti economici.

Il regolamento sull’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche, così come era stato impostato inizialmente, poteva essere una traduzione in fatti delle parole di solidarietà che spesso vengono pronunciate.

Le aliquote IMU, è vero, sono aumentate. Ma senza specificare che l’aumento dipende dall’accorpamento a tale imposta della TASI, si fa cattiva comunicazione, meglio, si fa comunicazione demagogica. La TASI nel 2020 non ci sarà più e per l’IMU si pagherà un po’ di più. Basta andare a guardare i numeri nelle proposte di delibera per capire che le entrate previste per il comune nel 2020 sono le stesse del 2019 se si sommano i gettiti IMU e TASI.

La Città al Governo ha comunque espresso anche in questo caso voto contrario. Il livello di tassazione, considerando tutti i tributi, è a nostro avviso troppo elevato, è sempre al livello massimo e non corrisponde minimamente al livello dei servizi ricevuti dai cittadini che sono insufficienti (buche, gestione del verde, arredo urbano). C’è una distanza incomprensibile tra livello massimo di tassazione e livello minimo dei servizi. Abbiamo chiesto a proposito se sia stato fatto un approfondimento per comprendere da cosa dipende, è una contraddizione che va spiegata ai cittadini.

L’Amministrazione si è resa disponibile a rivedere tutte queste tassazioni. Ci rendiamo disponibili anche noi, come tutte le altre forze politiche che in Consiglio Comunale ne hanno dichiarato la volontà, a ragionare nelle apposite commissioni sulla possibilità di rivedere le tariffe.