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CONSIGLIO DEL 04/06/2020: IL DECALOGO DELLE COSE CHE NON VANNO

CONSIGLIO DEL 04/06/2020: IL DECALOGO DELLE COSE CHE NON VANNO

NON CI SIAMO.

  1. Un Consiglio che discute atti protocollati 6-7 mesi fa, alcuni datati e quindi non più attuali.
  2. Raccomandazioni che diventano occasioni per fare comizi e proposte politiche, in spregio alla reale funzione di questo strumento.
  3. Il mancato inserimento di una mozione all’ordine del giorno protocollata da La Città al Governo il 28/05/2020, come consentito dal Regolamento.
  4. Risposte a leciti quesiti posti dalle minoranze, peraltro reiterati più volte, al solito rinviate a data da destinarsi.
  5. La mancanza di sensibilità della maggioranza nel dare un senso reale e concreto all’adesione del nostro comune ad Avviso Pubblico.
  6. La mozione sulla carta archeologica presentata con presupposti totalmente errati, salvata solo grazie al nostro buon senso.
  7. Mozioni presentate da singoli consiglieri e non da parte dell’intera maggioranza che, non si capisce perché debbano essere puntualmente presentate individualmente.
  8. Il Consiglio diventato teatro e ostaggio di azioni di singoli, totalmente strumentali alla visibilità politica di qualcuno, che di costruttivo non hanno nulla.
  9. Il Consiglio costretto a discutere la ricomposizione delle commissioni per quasi due ore a serata inoltrata esclusivamente per ristabilire proporzioni interne alle commissioni stesse per sopraggiunti nuovi equilibri politici.
  10. Il decadimento sostanziale delle Istituzioni.

I punti 1,2,3,4 denotano che manca la reale possibilità di contribuire ed incidere. La decantata apertura alle minoranze richiesta con urgenza da La Città al Governo durante lo svolgimento del consiglio comunale del 16/05/2020, vedrà la luce solo l’11/06/2020, ben un mese dopo la richiesta. Ricordiamo che tutte le forze politiche si sono rese disponibili a collaborare nella delicata Fase 2 di emergenza.

La lettera di convocazione inviata dal Sindaco ai capigruppo contiene la richiesta di proposte alle forze politiche, ancor prima di aver illustrato la situazione nella sua interezza e senza rappresentare in maniera chiara e condivisa qual è il quadro in cui si possa operare. La Città al Governo non ha la lista della spesa da presentare, ma ritiene che non si possa proporre alcunché se prima non si procede ad un’analisi di bilancio, individuando in modo concertato e condiviso i possibili ambiti di manovra.

Sul punto 3, per futili e forse strumentali motivi, non è stata iscritta all’ordine del giorno la nostra mozione sul tema dell’occupazione del suolo pubblico che contiene proposte di agevolazioni per gli esercenti, misure estensive a favore della ripresa di un importante settore del commercio, suggerimenti per garantire l’apertura e chiusura dei parchi cittadini, nonché linee guida per la revisione del relativo regolamento.

Concretezza e sostanza, come evidente nel testo della mozione che alleghiamo. (clicca sul link: mozione chioschi maggio 2020 )

Nonostante gli apprezzamenti espressi dal sindaco, però, per questioni di lana caprina, ha prevalso il criterio di non dare spazio all’opposizione, perdendo l’occasione di adottare misure di rilancio immediate nella Fase 2 del Covid. Il rinvio, forse a fine mese, potrebbe vanificare le proposte.

Ricordiamo che l’ammissibilità di un argomento aggiunto all’ordine del giorno e la valutazione della sua urgenza è una decisione che spetta al Consiglio Comunale. Nel dubbio i provvedimenti non si tengono nel cassetto impedendo, di fatto, una corretta valutazione da parte dello stesso.

Al punto 5, nonostante l’impegno del consigliere delegato Rita Spinelli a seguire tutte le iniziative proposte sul territorio nazionale, a presentare relazioni, a sollecitare azioni, dalla più banale come l’inserimento del logo di Avviso Pubblico sul sito del comune a quelle più concrete come il tentativo di coinvolgimento di tutti i capigruppo ad una riunione alla quale nessun membro di maggioranza si è presentato, l’interesse di tutti è evidentemente pari a zero, da tre anni. Ricordiamo che Avviso Pubblico si occupa di legalità promuovendo la formazione civile contro la corruzione e le mafie.

Al punto 6, l’unanimità sulla promozione culturale della Carta Archeologica, dopo mesi in cui era stata sbandierata erroneamente come strumento utile alle istruttorie delle “concessioni edilizie” (che ormai da vent’anni si chiamano notoriamente Permessi di Costruire) è stata raggiunta solo grazie al buon senso dei nostri contributi, presentando direttamente in Consiglio un emendamento che modificava sostanzialmente tutto l’impianto con cui ne era approdata. Era evidente che così come scritta sarebbe stata bocciata perché tecnicamente sbagliata.

Il punto 7, che in particolare fa riferimento alla mozione presentata sul tema del 5G, finalizzata a bloccare la sperimentazione di questa tecnologia sul territorio comunale fino alla certezza scientifica che dimostri la non pericolosità per la salute pubblica, avrebbe dovuto essere, a nostro avviso, un tema proposto dall’intera maggioranza.

I punti 8 e 9 dimostrano come il Consiglio e le Commissioni, cioè i luoghi istituzionali, in assenza di preparazione, autorevolezza e fermezza nella loro gestione, possano diventare meri palcoscenici in cui esercitare rivalse, in spregio al rispetto delle norme che regolamentano di volta in volta gli istituti. Facciamo degli esempi pratici: le dimissioni della nostra consigliera dalla commissione cultura che risalgono a febbraio, denunciavano proprio questo, il tracollo delle Istituzioni per la mancanza di rispetto e l’abuso dei luoghi istituzionali utilizzati per scontri interni della maggioranza. Azione individuale la nostra, non certo concordata, viste le dimissioni successive di altri membri, un forte gesto di protesta verso tutti gli attori di questa vicenda.

Ecco perché, con riferimento al punto 9, abbiamo votato controla ricomposizione delle commissioni; le nostre dimissioni non erano di certo volte a colpire ad personam o a favorire giochi di equilibrio politico, tantomeno per ricoprire incarichi diversi da quelli in cui eravamo impegnati, le consigliere de La Città al Governo ricoprono gli stessi ruoli di inizio mandato. Non è di certo usuale tornare in Consiglio a metà mandato per rieleggere membri di organismi così importanti, impegnando peraltro il consiglio in un momento economicamente e socialmente difficile per la comunità come quello attuale. Vantarsi poi della ritrovata piena operatività, ora che le commissioni sono state ricomposte, è quantomeno inopportuno, visto che il tutto si è generato da instabilità politica e lotte intestine alla maggioranza stessa.

In conclusione, tutto quanto sopra conferma vieppiù il grande problema che spesso abbiamo denunciato: registriamo il generale decadimento delle Istituzioni, fortemente marcato nella precedente amministrazione, che stenta anche oggi ad essere superato.