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È TROPPO COMODO STARE ALLA FINESTRA

È TROPPO COMODO STARE ALLA FINESTRA

Il dibattito sull’urbanistica e sul nuovo piano regolatore organizzato l’altro ieri da La Città al Governo ha aperto una vista verso i disagi che vivono costantemente i cittadini, analizzando, nel dettaglio e con un approfondimento accurato, le possibilità che un’Amministrazione Comunale ha per risolverli e indicando la nostra strada, arcinota, del recupero dell’esistente e della valorizzazione e salvaguardia del paesaggio.

È stata rinnovata in modo fermo la richiesta di accelerazione al Sindaco e a tutta l’amministrazione, come facciamo ormai da due anni, per avviare le procedure di una nuova pianificazione.

In un momento in cui alcuni accusano “torpore” da parte di tutti, sarebbe stata un’occasione da non perdere per discutere, portare le proprie idee, opinioni, difficoltà e disagi.

Insomma l’occasione per rompere il torpore, qualora ci fosse davvero.

L’invito a partecipare era stato infatti rivolto a tutti i cittadini, all’Amministrazione, ai consiglieri di opposizione e maggioranza – in virtù della nostra mozione approvata all’unanimità, alle associazioni e a quanti volessero dare un contributo.

In pochi purtroppo hanno aderito all’invito, tra cui il sindaco e alcuni consiglieri di maggioranza, oltre ad alcune associazioni; del PD, delle altre opposizioni e della maggior parte dei consiglieri di minoranza e maggioranza neanche l’ombra, sono rimasti nel loro torpore.

Ringraziamo tutti quelli che hanno partecipato e a quanti hanno fornito loro contributi, come Italia Nostra e U lengheru neru. La proposta di questi ultimi, anche se palesemente errata, dimostra l’amore per il territorio, quindi si potrà lavorare nel solco dello spirito trasmesso, acquisendolo nel migliore dei modi nella nuova pianificazione.

Il PD ha dunque scelto di non partecipare al dibattito pubblico e di “stare alla finestra” (nel senso di stare a guardare mentre gli altri agiscono, senza esporsi, per poi eventualmente giudicare e/o raccoglierne i frutti), chi non partecipa dovrebbe avere il buon senso di stare zitto.

Invece il giorno dopo leggiamo le dichiarazioni del PD uscite sull’argomento, veramente stonate se non incomprensibili, condite dalle stucchevoli accuse su fantomatici assi, accordi sottobanco e altre disgustose amenità utilizzate da chi ama non il “tor-pore” bensì il “tor-bido”.

Peccato, sarebbe stata per loro un’occasione importante per comprendere molto di più di quanto evidentemente hanno approfondito sull’argomento urbanistica. Sarebbe stato importante per loro comprendere quanto tutto ciò che accade su questo territorio in termini di edificazione è la conseguenza (non un alibi) del vecchio Piano regolatore, ricordiamo ancora del ’68. Sarebbe stata occasione per comprendere che il Piano Regolatore è legge per Grottaferrata, come è legge ogni Piano Regolatore, per comprendere che contro la legge non ci sono opposizioni che tengano, non ci sono bandierine (quelle della sostenibilità ambientale, quelle della salvaguardia delle aree agricole) che possano essere sventolate per fermare ogni legittima richiesta di edificazione. Le bandierine si sventolano per farsi vedere, per farsi notare, non per governare i complessi fenomeni e risolvere le innumerevole problematiche che debbono affrontare i cittadini quando l’edificazione non risponde alle loro reali esigenze.

Avrebbero potuto comprendere che l’unica possibilità per salvare il nostro territorio e renderlo più bello e funzionale è l’approvazione di una nuova pianificazione. Cioè una nuova legge.

Ogni forza politica responsabile dovrebbe lavorare a questo, per trovare una sintesi e agire, se davvero ha a cuore i disagi dei cittadini e la preservazione del territorio e dell’ambiente.

Abbiamo poi notato che non sono state sufficienti le riunioni della Commissione Urbanistica per aiutare il PD a comprendere quali siano stati i reali effetti di argine introdotti dalla delibera 43. È evidente che anche noi contestiamo l’approccio del sindaco a metter piccole pezze, anziché affrontare il toro per le corna, ma considerati i tempi necessari alla nuova pianificazione, meglio che vengano adottati tutti gli strumenti possibili, piuttosto che semplicemente recepire e subire le leggi nazionali.

Dovere di ogni forza politica presente in Consiglio Comunale, sia di maggioranza che di opposizione, è quello di occuparsi dei problemi vissuti dai cittadini e studiare e realizzare le migliori soluzioni possibili, attraverso dibattiti e confronti con tutti, anche con associazioni e cittadini. Leggere nella nostra iniziativa un eventuale consolidamento dell’asse Andreotti – Consoli come dichiarato dal PD è un atto irresponsabile.

L’iniziativa pubblica è stata trasparente e Rita Consoli, con fermezza e argomentazioni chiare, ha ribadito, come facciamo da sei (6!) anni, la urgente necessità di un Nuovo Piano Regolatore. Il Sindaco nei suoi interventi, anche se ancora non chiarissimi, ha rinnovato intenti di determinata operatività sull’argomento.

La posizione del PD invece sul tema qual è? Ha assicurato che vigilerà. Bene, ci auguriamo che vigilerà anche sulle lotte al suo interno e che vigilerà sui problemi del paese, sulle leggi e le regolamentazioni che sono alla base della edificazione sul territorio, magari studiandole un po’ meglio.

Senza rancore, speriamo sinceramente di vederli partecipare alle prossime rare occasioni di confronto pubblico su temi riguardanti la comunità, anche se saranno organizzate da La Città al Governo, portando un contributo di idee al posto delle chiacchiere.