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IL NUOVO PIANO REGOLATORE NON S’HA DA FARE

IL NUOVO PIANO REGOLATORE NON S’HA DA FARE

Ancora una volta La Città al Governo suscita morbosa attenzione sui vari mezzi di comunicazione e nelle chiacchiere di piazza. In questi giorni registriamo notizie scomposte, per lo più infondate, riferite ad un nostro ingresso, che addirittura sarebbe già concordato, nell’attuale maggioranza al governo di Grottaferrata, per non parlare delle voci in città, ancor più fantasiose. Coloro che sono giunti a queste conclusioni avrebbero cognizione dei fatti in virtù di presunte dichiarazioni, certamente non ufficiali, di esponenti dell’attuale maggioranza, avallate dal nostro silenzio e da una scarsa attività di opposizione del nostro movimento, nonché dalla posizione assunta pubblicamente in questi giorni da due o tre membri del nostro gruppo politico.

In proposito è necessario intervenire, come purtroppo siamo stati costretti a fare spesso in questi ultimi tempi, per smentire categoricamente le notizie così come vengono artatamente e maliziosamente rappresentate (tralasciamo le accuse di scarso impegno come opposizione, che in ogni circostanza abbiamo contestato con adeguata documentazione).

Diciamo subito: nessuna richiesta di ingresso de La Città al Governo nell’attuale maggioranza ci è stata proposta, né noi l’abbiamo formulata!

La nostra azione politica, come sempre trasparente e democraticamente svolta, si è limitata ad una attenta valutazione di fatti nuovi inerenti nostre proposte per il futuro assetto del territorio, tema tanto sentito e che preoccupa la cittadinanza. È un fatto inequivocabile che in questi ultimi decenni tutte le amministrazioni comunali sono state incapaci e hanno fallito sulla revisione del Piano Regolatore Generale, dimostrando in sostanza debolezza politica e la mancanza della volontà necessaria. È invece un fatto nuovo che una mozione de La Città al Governo, con la quale si delineano forti ed argomentati indirizzi politici per la revisione dello strumento urbanistico nel segno di una concreta tutela del territorio, sia stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale. Il forte rischio è che tale importante atto, nonostante l’inserimento nel Documento Unico di Programmazione 2019-2021 da poco approvato dalla maggioranza, resti però esclusivamente sulla carta.  Ciò in quanto l’amministrazione ad oggi, a distanza di quasi due mesi, non ha preso la benché minima iniziativa per attivare il necessario confronto politico. Iniziativa fondamentale, considerati da una parte i tempi ormai strettissimi per definire un efficace nuovo Piano Regolatore, dall’altra il tempo residuo a disposizione di questa amministrazione. Siamo profondamente convinti che ogni giorno che lasciamo trascorrere senza agire comprometta irrimediabilmente la possibilità di tutelare concretamente il nostro territorio. È per questi motivi che La Città al Governo si è assunta l’onere di esplorare ogni possibile percorso per incidere in maniera efficacie alla soluzione di questo ormai pluridecennale problema. Con questa finalità, per l’alto senso di responsabilità per l’importante impegno che abbiamo assunto con i cittadini ormai da sei anni e per la percezione di analoghe riflessioni della maggioranza, abbiamo dunque deciso di aprire un confronto interno alla nostra assemblea, affinché tutti i soci, in più sedute, potessero esprimersi, come sempre liberamente, formulando proposte e valutazioni in merito.

Il percorso, non ancora concluso al momento dell’esplosione del caso, ha sicuramente evidenziato una unanime e forte esigenza di incidere sui temi che da sempre abbiamo ritenuto prioritari per la città, su tutti il nuovo piano regolatore, la gestione dei rifiuti e la legalità. Le differenze emerse attengono solo alla valutazione del modo con cui incidere.

Nulla di più.

Se tutto questo crea scandalo e trambusto, la politica è ridotta veramente a poca cosa, o meglio alle solite cose. Addirittura sorge il sospetto che alcuni creino abilmente scandalo e trambusto per impedire che si porti avanti con successo il nuovo Piano Regolatore, mentre in altri la paura di operare concretamente prenda il sopravvento.

Registriamo le solite e deleterie beghe politiche, fatte di conta di numeri, di retro-pensieri, pregiudizi e maldicenze. Siamo convinti che la politica di facciata legata alle appartenenze, ai formalismi e alle dinamiche di spartizione, in campagna elettorale come pure durante lo svolgimento del mandato, scivola sempre più nella palude dell’ambiguità, dove sono capaci di galleggiare i soliti furbi o i soliti burattinai.

Ancora una volta i tempi sembrano non essere maturi, visti i traccheggiamenti in atto, e nessuno sembra mai disposto ad abbracciare un serio progetto di rinnovamento. La scadenza per un nuovo piano regolatore, realmente efficace per la salvaguardia di quel che resta da tutelare, è ormai prossima. I cittadini continueranno così a subire le conseguenze nefaste di questo modo di procedere.

La Città al Governo non è stata mai disposta e non lo è neanche ora, ad assecondare il perpetuarsi di questa politica.

Dobbiamo lavorare oggi come in futuro per il bene della città ascoltando direttamente i cittadini.

Abbiamo già iniziato!