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IL RINVIO COME SISTEMA: NECESSITA’ O VOLONTA’?

IL RINVIO COME SISTEMA: NECESSITA’ O VOLONTA’?

Recentemente è stato prorogato al 25 gennaio 2020 il contratto per il servizio di gestione dei rifiuti, affidato alla società Tekneko s.r.l., ovvero per ben 12 mesi.

La proroga di un appalto dovrebbe costituire provvedimento eccezionale, invece ciò succede per le scelte fatte dall’Amministrazione, scelte che hanno di fatto reso impossibile evitare il prolungamento dell’attuale contratto (nota 1).

Infatti il Sindaco, che si era insediato a metà 2017, anziché avviare da subito la progettazione del nuovo servizio, ha preferito avviare un piano di revisione transitoria del modello di raccolta differenziata, partito il 15 gennaio 2018. Questo evidentemente per il ritorno di immagine derivato dall’incremento della percentuale di raccolta differenziata che si poteva ottenere semplicemente applicando tutte le clausole contrattuali, cosa peraltro ripetutamente contestata da La Città al Governo al sindaco Fontana.

L’Amministrazione avrebbe invece potuto avviare subito la progettazione del nuovo servizio, fare un bando adeguato con tempistiche idonee all’importanza del sistema di raccolta e la modifica sarebbe avvenuta una volta sola, con tempi che avrebbero consentito un piano di comunicazione più adeguato di quello frettolosamente svolto.

I cittadini, non appena avranno fatto l’abitudine alle nuove modalità, saranno sottoposti ad un nuovo cambiamento, con tutti i disagi che questo comporta.

La Città al Governo aveva proposto di progettare subito il nuovo bando, poi ha tentato una proposta concreta per far avviare un percorso virtuoso, che stabilisse le linee guida per il nuovo servizio di raccolta. La mozione presentata il 30 aprile 2018, è stata invece respinta, pur ottenendo un beffardo elogio al suo contenuto da parte della maggioranza.

La Città al Governo vorrebbe ricevere meno elogi e più risposte nei fatti e ribadisce la necessità di prendere l’indirizzo di “rifiuti zero” con una progettazione nuova che dovrebbe coinvolgere tutte le componenti interessate.

Il modello, già applicato con successo da molte amministrazioni, consentirebbe anche di elevare le professionalità degli addetti al servizio e di avere un ritorno ambientale ed economico importante da poter mettere a disposizione della cittadinanza, forse anche in termini di riduzione sulle tasse per i rifiuti solidi urbani.

Questa ennesima proroga va a far buona compagnia a quanto fatto per i contratti per la gestione degli impianti sportivi, e come fatto per tante altre cose. Rinviare, rinviare, rinviare. Se l’utilizzo della proroga è una pratica poco efficiente, la proroga come sistema è qualcosa di ben peggiore, cosa stigmatizzata anche dall’autorità nazionale anticorruzione (nota 2).

La buona politica viene sconfitta ogni volta che chi governa lascia che a decidere sia il tempo senza dare spunti progettuali e nemmeno segni di intervento in rappresentanza dei cittadini.

 

 

Nota 1
Nella situazione di ritardo in cui ci troviamo oggi è evidente che sarebbe difficoltoso, forse impossibile, fare diversamente, in quanto non è ancora stato affidato l’incarico per la progettazione del nuovo servizio, tantomeno, evidentemente, è stato elaborato il progetto che dovrà essere a base della gara. Facendo pochi conteggi a ritroso, tempistiche di affidamento, elaborazione del progetto, approvazione, bando per l’affidamento del servizio, negoziazione e successiva stipula del contratto, sommano come minimo 9 mesi. Il Sindaco aggiungerà sicuramente il tema dell’approvazione del progetto dell’isola ecologica e successiva realizzazione, elemento importante per una modifica delle modalità di gestione del servizio. Se ci mettessimo anche questo, allora la proroga di 12 mesi sarebbe persino insufficiente. Ce ne dobbiamo aspettare altre? Lo chiederemo in Consiglio Comunale.
Nota 2
Cosa c’è dietro una proroga? Il sistema delle proroghe, anche a livello nazionale, spesso viene attribuito a carenze dell’organico amministrativo, sia quantitative che qualitative, che non consentono il regolare svolgimento delle attività. In verità occorre dire che frequentemente le carenze vengono sbandierate dalla politica come alibi per coprire l’incapacità o l’impreparazione ad agire secondo i principi di buon governo, principi che vengono enunciati, ma costantemente disattesi ad ogni livello (basti solo ricordare i famosi decreti “mille proroghe”).