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LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO RIDOTTA A TERRENO DI PROPAGANDA

LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO RIDOTTA A TERRENO DI PROPAGANDA

Per l’ennesima volta il Consiglio Comunale è stato teatro di ricerca di visibilità.

Parliamo ovviamente dell’ultimo Consiglio Comunale durante il quale è stata discussa una mozione che chiedeva di impegnare la Giunta e gli uffici comunali al “recepimento” del Piano Territoriale Provinciale Generale (PTPG).

Per chi non conosce la materia ricordiamo che il PTPG è un piano di coordinamento e di pianificazione su vasta scala, approvato dalla Provincia già da anni. È uno strumento di cui tutte le amministrazioni devono tener conto quando adottano una variante del piano regolatore o quando ne redigono uno nuovo. Sottolineiamo che nell’impianto normativo non esiste l’atto del “recepimento”, bensì quello dell’adeguamento.

Diciamo subito che La Città al Governo ha votato contro la proposta di “recepimento”, non di certo perché contraria agli obiettivi e alle finalità dello strumento provinciale, incentrato sulla difesa e sicurezza del territorio, temi da sempre a noi cari, ma semplicemente perché essendo uno strumento sovraordinato non occorre recepirlo. Gli enti sono obbligati al suo rispetto. Approvando la mozione infatti il consiglio avrebbe dato mandato agli uffici comunali a “dare piena attuazione al Piano Territoriale Provinciale Generale PTPG ed in particolare per l’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali”.

Appurato che il recepimento di una norma sovracomunale non aggiunge e non toglie nulla all’applicabilità della stessa norma, ammettendo quindi una incapacità di lettura del complesso quadro normativo e nell’ipotesi della buona fede degli estensori – con buona pace degli esperti che hanno partecipato ai seminari tanto decantati sui social network – abbiamo più volte chiesto in consiglio comunale quale fosse il fine da raggiungere con questa mozione che non fosse già stato espresso e quali gli esiti aspettati.

Chiaramente nessuna risposta.

Ci siamo dunque chiesti per quale motivo, a processo di nuova pianificazione avviato, si chiedesse di procedere appesantendo le procedure, non previste dalla legge e del tutto inutili. Bisogna ribadire, per chi ha difficoltà di comprendere, che solo l’adozione di una variante o un nuovo piano regolatore fanno scattare le misure di salvaguardia e sono solo questi strumenti che l’amministrazione dovrebbe adottare per realizzare concretamente il contenimento del consumo di suolo. Noi abbiamo spinto e continuiamo con coerenza a spingere affinché ciò avvenga.

La salvaguardia del territorio è notoriamente al primo posto della nostra agenda politica, dunque riteniamo apprezzabile che anche altre forze politiche abbiano a cuore questo importante argomento. Non pretendiamo certo di avere l’esclusiva di questa battaglia, ci mancherebbe, anzi valutiamo sempre con massima attenzione quando vengono portate all’attenzione del Consiglio Comunale idee e percorsi virtuosi concreti con lo stesso obbiettivo.

Stavolta, e purtroppo non è l’unica volta, non è stato così. E’ accaduto spesso che La Città al Governo si prestasse a revisionare proposte di altre forze di minoranza che così come erano state presentate non erano sostenibili, accolte poi spesso favorevolmente da tutto il consiglio, ma su un tema abbondantemente discusso negli ultimi tre anni e sul quale è ampiamente nota la nostra azione, abbiamo dato un segnale diverso.

Meno di un anno fa infatti, tutto il consiglio comunale ha votato SI, alla proposta de La Città al Governo per l’avvio del nuovo piano regolatore e alla richiesta esplicita che fosse prestata massima attenzione ai contenuti di tutti gli strumenti sovracomunali, compreso ovviamente il PTPG. Nero su bianco su almeno 3 atti già deliberati.

Allora ci chiediamo: perché la necessità di presentare una mozione ripetitiva? Forse chi ha sostenuto questa mozione non vuole più il Nuovo Piano Regolatore? Altrimenti non si spiega la ragione della mozione. Cambiare idea è lecito, ma è giusto che i cittadini sappiano che se ad oggi abbiamo ancora un piano vecchio del 1972 è proprio per azioni come questa, che cambiano le carte in tavola con fini che tutto sembrano tranne che voler raggiungere e centrare l’obiettivo, cioè dotare questa città di uno strumento adatto alle esigenze di oggi.

Non riteniamo qui opportuno entrare in aspetti tecnici di una materia così complessa come l’urbanistica e negli aspetti giuridici ad essa connessa.

Si registra come sempre che le argomentazioni in Consiglio, luogo deputato, languono, mentre sui social e sulla stampa si dilaga!

Dunque la questione è: si possono bloccare tout court i procedimenti edilizi in corso recependo con una sola deliberazione di Consiglio Comunale uno strumento di coordinamento e di pianificazione territoriale generale?

Non ne abbiamo trovato evidenza e, a specifica domanda di illustrare al Consiglio qualche esempio, il silenzio. Siamo dunque all’urbanistica vacante!

La trasformazione di un argomento così sentito dai cittadini grottaferratesi in pura demagogia spicciola rappresenta il livello della propaganda da attendersi nella prossima campagna elettorale? Speriamo di no.

Si insiste ad impegnare il Consiglio con proposte che, nella migliore delle ipotesi, non avrebbero nessun effetto o addirittura procurerebbero qualche danno; nella peggiore si sovrapporrebbero ad iter già intrapresi, confondendo solo le idee di tutti. Dei cittadini in primis. Aggiungiamo inoltre che sarebbe un ulteriore spreco di risorse economiche, contrariamente a quanto abbiamo ascoltato in Consiglio Comunale, perché la mozione discussa chiedeva testualmente di “adeguare gli strumenti urbanistici comunali”. Come se l’avvio della nuova pianificazione già deliberato non bastasse.

Forse il vero obiettivo è far fare TILT al sistema e far fallire il tanto atteso nuovo piano regolatore! Niente di nuovo dunque, a questi fallimenti Grottaferrata è abituata da almeno 40 anni!

Ritornando al presente riteniamo che il Consiglio Comunale sia un’istituzione da rispettare, soprattutto da parte di coloro che ne fanno parte. La confusione del contenuto della mozione presentata è una mancanza di rispetto per il Consiglio Comunale e un’illusione per i cittadini che il Consiglio rappresenta.

Se le intenzioni di queste forze politiche e dei loro accoliti sono genuine, allora l’unica azione che oggi si deve condividere, e per la quale facciamo appello all’intero Consiglio Comunale, è incalzare l’Amministrazione con forza e con coesione, con atti decisi, concreti, affinché provveda senza indugio a portare avanti le procedure per la nuova pianificazione.

Insomma c’è chi non capisce e chi fa finta di non capire che la mozione proposta è pura demagogia, con la quale si alzano le bandiere per raggiungere un facile consenso, probabilmente approfittando della complessità della materia.

Tutto un gran teatro!