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QUANDO QUALCUNO USA IL CONSIGLIO COMUNALE COME CIRCOLO DELLE COMARI

QUANDO QUALCUNO USA IL CONSIGLIO COMUNALE COME CIRCOLO DELLE COMARI

Gravissimo e inammissibile l’attacco personale alla consigliera Rita Consoli, capogruppo de La Città al Governo, da parte del consigliere Garavini.

Grave anche che si sia dovuta chiedere l’applicazione dell’articolo 53 del Regolamento Comunale alla Presidente del Consiglio e che la stessa, unitamente al Segretario Comunale, non abbia ritenuto di farlo.

Durante l’ennesima discussione sulla ricomposizione delle commissioni consiliari, causata dalle reiterate giravolte del consigliere Garavini (già capogruppo della lista Il Faro in maggioranza, poi in minoranza, oggi capogruppo di Fare Rete sempre in minoranza), trincerato dietro la salvifica ma sleale formula “relata refero“, il suddetto consigliere ha scagliato un nuovo attacco alla collega Rita Consoli, alludendo a “progettualità future” grazie alla “poltroncina” in commissione urbanistica.

Tutte le forze di minoranza e la maggioranza, hanno sentito il dovere di sostenere la Consigliera Consoli. Tutti tranne ovviamente Fare Rete.

Queste accuse, neanche a dirlo, ridicole e calunniose, rappresentano un punto bassissimo, forse il più basso almeno degli ultimi 10 anni del confronto politico nel consiglio comunale.

Questa strategia finalizzata alla demolizione politica e personale della nostra capogruppo non è una novità. Un tentativo in questo senso è avvenuto circa 3 anni fa, portato avanti da altri soggetti con lo stesso obiettivo di oggi, distruggere l’avversario più temuto. Ebbene quel tentativo fallì miseramente, di fronte alla infondatezza delle becere illazioni.

Ormai è chiaro, siamo entrati in una brutta campagna elettorale e per un movimento civico che cerca di occupare lo spazio di un altro consolidato movimento civico, l’avversario principale è proprio quest’ultimo.

Quando non si hanno argomenti concreti l’insinuazione e la calunnia diventano un modo di fare politica, per alcuni purtroppo l’unico a disposizione.

A proposito dell’inerzia della Presidente del Consiglio Comunale, giova ricordare il contenuto del primo comma dell’art. 53 del regolamento del Consiglio Comunale: “Costituisce “fatto personale” l’essere attaccato sulla propria condotta o sentirsi attribuire fatti ritenuti non veri od opinioni e dichiarazioni diverse da quelle espresse“.

La lingua italiana è chiarissima, costituisce fatto personale sentirsi attribuire fatti ritenuti non veri!

Ci aspettiamo delle scuse, senza farci troppe illusioni.

Ci auguriamo che l’onorabilità degli eletti non venga più infangata!

Ci auguriamo che i consiglieri si occupino di fatti e non di riportare le chiacchiere delle comari nascoste dietro la porta!

Ci auguriamo che il Regolamento del Consiglio Comunale venga applicato sempre!