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SULL’APPALTO DEI RIFIUTI SERVONO URGENTI CHIARIMENTI IN CONSIGLIO COMUNALE

La Città al Governo è sempre attenta alle dinamiche amministrative, particolarmente oggi sul tema della gestione dei rifiuti. Siamo lontani dalle letture politiche volte a cavalcare il tema generando paure nella cittadinanza, con le strumentalizzazioni cui troppo spesso assistiamo, ma fermamente vigili in relazione alla serietà del momento che rende indispensabili dei chiarimenti da parte dell’Amministrazione.

La recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha ribaltato l’esito della gara d’appalto, disponendo l’annullamento dell’aggiudicazione alla Tekneko, a favore della società SARIM seconda classificata.

Ora chiaramente si aprono una serie di interrogativi sul futuro della gestione del servizio, che si aggiungono alle perplessità a suo tempo espresse da La Città al Governo sulla decisione dell’Amministrazione di gestire autonomamente la complessa gara d’appalto con bando europeo.

Imperversano sui social e sulla stampa locale le rivendicazioni per aver portato all’attenzione del Consiglio Comunale questo tema. Giova ricordare che lo facemmo per primi con la corposa interpellanza presentata nell’ottobre 2019, con numerose e precise domande cui vennero date risposte e giustificazioni sulla convenienza di abbandonare (temporaneamente) la CUC quantomeno singolari e poco convincenti. Tanto che temiamo ci si accodi spesso alle iniziative di opposizione de La Città al Governo, cercando poi di relegarla, per propria convenienza, ad altri ruoli.

Certo non possiamo sapere se l’esito sarebbe stato diverso in caso la gara fosse stata gestita dalla CUC, ma senz’altro vogliamo sapere dall’Amministrazione se diverse sarebbero state le conseguenze politiche dell’annullamento.

Ma veniamo a oggi. È necessario che l’Amministrazione riferisca su come intende gestire il contratto e soprattutto quali rischi futuri sono stati identificati e quali contromisure si valuta di adottare.

Tutto il Consiglio Comunale dovrà essere coinvolto e reso partecipe nelle valutazioni e nelle scelte, poiché avranno grande rilevanza per la città con un impatto per i prossimi dieci anni.

Ciò che emerge leggendo la sentenza è che l’unico motivo di ricorso ammesso dal TAR, rispetto ai cinque rilievi presentati dalla ricorrente SARIM, è quello relativo alla valutazione fatta dalla commissione di gara in relazione ad uno dei requisiti tecnici richiesti ai concorrenti, l’aver gestito servizi analoghi in comuni con almeno 21000 abitanti e con un risultato del 65% di differenziata.

Sul tema della percentuale si impone una piccola divagazione, rispetto ad una critica che ha tenuto banco per diverso tempo sui media locali e sui social, dove si contestava il fatto che i dati di differenziata presentati dal comune fossero fasulli in quanto i dati ISPRA erano inferiori. Ebbene, scopriamo oggi e sperando con buona pace di tutti, che semplicemente i dati di differenziata sul porta a porta del comune e i dati ISPRA hanno due modalità di calcolo diverse, ma entrambe corrette. La prima considera la percentuale di differenziata riferita alla sola quantità di rifiuti raccolti con il porta a porta, la seconda considera il totale dei rifiuti raccolti comprendendo quindi anche le quantità non raccolte con il sistema porta a porta (dunque quest’ultima percentuale sarà sempre inferiore).

Tornando al motivo di ricorso accolto, il tribunale ha valutato che il requisito presentato dalla Tekneko, essendo relativo ad un appalto in associazione temporanea con altra impresa (con una quota del 90%), doveva essere in realtà calcolato in quota parte (il cui risultato sarebbe stato quindi inferiore al 65%).

Senza dilungarci sul tecnicismo e nel pieno rispetto della sentenza, ciò che ci preoccupa è quale scenario si presenterà nel prossimo futuro e gli eventuali rischi che corre il Comune qualora ci fosse un ribaltamento del giudizio in Consiglio di Stato e, in generale, se gli scenari possibili sarebbero stati diversi se la gara fosse stata gestita dalla CUC.

Queste e altre domande vogliamo porre all’Amministrazione, oltre ad interrogativi di fondamentale importanza su come si intende affrontare il futuro e se il comune ha delle possibili esposizioni economiche o gestionali.

Dunque attendiamo che al più presto venga convocato il Consiglio Comunale straordinario come preannunciato dal sindaco sulla stampa locale.