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“BECERUME”

“BECERUME”

Aprendo il dizionario, alla lettera B, si trova la parola BECERUME che significa: “più persone che parlano in modo scomposto, da beceri; confusione, rumore prodotto da un tale assembramento”.

Non troviamo migliore definizione per la nota del Partito Democratico, che definisce “sospetta” l’assenza – nell’ultimo consiglio comunale – delle due nostre consigliere, Rita Spinelli e Rita Consoli, nonostante le stesse avessero comunicato in precedenza la loro assenza per motivi di salute.

Più precisamente viene affermato che tali assenze “non possono non suscitare qualche perplessità e molti interrogativi…”.

Meno di un anno fa Gianni Cuperlo, dirigente PD, scriveva: “Si potrebbe dire che raccogliamo quanto seminato nel corso di un paio di decenni a partire dalla denigrazione dei partiti, campagna condotta con una perseveranza ossessiva senza rendersi conto che in quella frenesia si annidavano guasti drammatici, il contrarsi della partecipazione e una selezione della classe politica disancorata da criteri di merito, competenza, moralità.”

Recentemente il segretario del PD Nicola Zingaretti si è dimesso dalla propria carica motivando la propria scelta: “Lo stillicidio non finisce. Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie, quando in Italia sta esplodendo la terza ondata del Covid, c’è il problema del lavoro, degli investimenti e la necessità di ricostruire una speranza soprattutto per le nuove generazioni

Cosa hanno raccolto da tutto ciò i membri della sede locale del partito? Nulla!

È immorale sollevare dubbi sulla salute delle persone, per di più in una comunità piccola come la nostra nella quale le notizie private, sovente, sono note a molti!

È immorale lo sciacallaggio comunicativo quale strumento politico!

È immorale lavorare per il decadimento, soprattutto nei confronti dei cittadini che hanno dato la loro fiducia a quel partito!

Ci aspettiamo le scuse pubbliche della segreteria del Partito Democratico!

L’unica conclusione che possiamo trarne – quasi oltre ogni ragionevole dubbio – è che l’assenza di proposte politiche viene mascherata sempre più spesso con attacchi personali, vergognosi ed ingiustificati.

Siamo distanti da questo modo di agire che nulla ha a che fare con la politica e ci chiediamo chi all’interno del PD locale abbia legittimato uno scendere così in basso arrivando a strumentalizzare perfino problematiche di salute delle due consigliere de La Città al Governo che (sembra assurdo ricordarlo soprattutto al PD) sono persone prima che rappresentanti politiche.

Cosa dire invece dell’organo di informazione che su di noi scrive il solito mantra: “abbiamo scoperto durante questi tempi di pandemia, che il gruppetto delle ex “dure e pure” è considerato il primo reale avamposto della coalizione (il famoso “Asse demokratico”) sulla quale il sindaco uscente nel 2022 conta di ripresentarsi davanti ai cittadini”?

Organo che – per sua definizione – “si rende disponibile, nelle forme e nelle modalità ammissibili dal proprio ruolo di libero organo di informazione, a svolgere il ruolo di facilitatore di progetti di forte discontinuità con questa maggioranza e che abbiano a cuore il bene esclusivo di Grottaferrata”.

Peraltro ci chiediamo da chi, oltre che dal piccolo esploratore dell’informazione nostrana, La Città al Governo sia considerata avamposto? Dai corridori già in corsa per le prossime elezioni? Solita storia, ormai anche noiosa.

Le preoccupazioni della stampa locale sembra siano più gli eventuali schieramenti futuri che la corretta informazione da fornire ai cittadini.

Valuteremo certamente, come faranno d’altronde tutte le altre forze politiche, gli scenari e le possibilità per il prossimo governo della città, con l’intento di favorire il miglioramento e la valorizzazione della comunità.

Come abbiamo già più volte scritto, se ci si prendesse la briga di rivedere le registrazioni dei consigli comunali, si noterebbe che La Città al Governo non ha mai risparmiato critiche all’attuale amministrazione, men che meno ha mai votato a favore del bilancio e questa volta non sarebbe stato diverso. Però comprendiamo che tutto ciò non sia di interesse e sufficientemente pruriginoso per la “Pravda” castellana!

Del resto come ricorda una delle leggi di Murphy: “Un grammo di immagine val più di un chilo di fatti”.