L’ingombrante assenza della maggioranza

Che belli, i consigli Comunali indetti per la sera alle 21!

Ci si va con la certezza che andranno deserti e che consiglieri e cittadini – quelli che nonostante tutto credono nelle istituzioni – getteranno al vento un’ora del proprio tempo per assistere a film già visti. Il motivo della doppia convocazione è noto a tutti: fino a che non entreranno in vigore le nuove regole, servono 9 consiglieri presenti in aula affinché la seduta sia valida in prima convocazione.  La maggioranza non ha al momento 9 consiglieri disponibili a prendere parte al consiglio, neanche alle ore 21, perciò ricorre al semplice trucco di convocare e di non presentarsi, mandando deserta la seduta. Per garantire che la seduta vada deserta comunque, bisogna fare attenzione ai numeri e lasciare qualcuno a casa, e per questo ieri i consiglieri di maggioranza erano 2: sommati ai 6 di opposizione, tutti presenti, si ha un totale di 8 consiglieri, comunque insufficienti a dichiarare valida la seduta. Tutti tranquilli, lunedì il consiglio si terrà! Per la seconda convocazione il numero di presenti richiesto scende a 7 e comunque, con le modifiche ad hoc che la maggioranza ha apportato a statuto e regolamento, tra pochi giorni non ci saranno più differenze tra prima e seconda convocazione e tutto questo non sarà più necessario. Anche in questa occasione l’amministrazione ha mostrato poco rispetto verso le istituzioni e verso i cittadini che erano presenti a Palazzo Consoli ieri sera e sono tornati a casa dopo il secondo appello del Segretario che ha sancito l’invalidità della seduta. Tanto per fare un esempio, gli amministratori di condominio utilizzano spesso la tecnica della doppia convocazione per le riunioni; i più avveduti, di solito, convocano la prima seduta alle 24.00 in modo che l’intenzione di invalidare la riunione sia manifesta fin dall’inizio e tutti i condomini possano indossare serenamente il pigiama. Era possibile adottare comportamenti che garantissero l’attenzione, anche minima, per il tempo e gli impegni altrui, oltreché per le istituzioni? Assolutamente no. Ormai lo sappiamo, è chiedere troppo.

 La Città al Governo

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